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Fin dall'inizio del Trecento

L’Indulgenza della Porziuncola è lucrabile solo per i vivi?

Ben presto si ritenne che fosse applicabile anche ai defunti; e ciò non ebbe contrasti. Ma cominciò a diffondersi l’opinione che l’indulgenza potesse reiterarsi lo stesso giorno (“toties quoties”): qui il contrasto fu lungo e travagliato; la soluzione venne con il breve Constat apprime (16 aprile 1921) di Benedetto XV, che dichiarava l’indulgenza della Porziuncola lucrabile quotidianamente “toties quoties”.

Questa forma, la più ampia che il “Perdono” abbia avuto, durò fino al concilio Vaticano II, quando, nel clima di restrizione di tutte le indulgenze, il “Perdono” fu ristretto a sole quattro volte all’anno.

Recentemente, un decreto della Penitenzieria Apostolica del 15 luglio 1988 ristabiliva, per la Porziuncola, “in perpetuo, l’indulgenza plenaria quotidiana”.

Ecco cosa leggiamo della Porziuncola nella Leggenda Perugina (compilata, si pensa, all’inizio del Trecento): “E sebbene fosse tanto povera e quasi in rovina, per lungo tempo gli uomini della città di Assisi e di quella contrada sempre ebbero gran devozione (accresciutasi poi nei nostri giorni) verso quella chiesa [ ... ] Dopo che i frati la restaurarono, uomini e donne della zona presero a dire: ‘Andiamo a Santa Maria degli Angeli’ “ (FF. 1552).

Fu così che la “via della Porziuncola” divenne quasi l’asse tra la tomba del Santo nella nuova Basilica sorta in suo onore e l’antica chiesina testimone della sua mirabile vita e depositaria dell’indulgenza, sempre più frequentemente percorsa da devoti assisani e, in seguito, da pellegrini di ogni provenienza.

Si sentì, anzi, il bisogno di renderla più comoda: difatti, per iniziativa di generosi donatori, agli inizi del XV secolo, fu pavimentata con mattoni (divenne così la “strada mattonata”) e più tardi, nel Seicento, fu ombreggiata con un duplice filare di milleduecento olmi, per renderne più agevole il percorso, specialmente nei giorni infuocati del “Perdono”.

La manutenzione di questa strada fu uno dei problemi costanti e assorbì lasciti frequenti e generosi contributi, come quelli dei Medici di Firenze o prelievi dal ricavato delle fiere del “Perdono”.