Chiara d’Assisi: dall’inquietudine alla pace
Alla sequela di Cristo, povero e crocifisso
06/08/2017 12:05  

Va’ sicura, in pace, anima mia benedetta,
perché hai buona scorta nel tuo viaggio!
Infatti Colui che ti ha creata, ti ha resa santa e,
sempre guardandoti come una madre
il suo figlio piccolino, ti ha amata con tenero amore.
E tu, Signore, sii benedetto perché mi hai creata

(S. Chiara)

 

L’11 agosto 1253 Chiara muore nel monastero di San Damiano, fuori dalle mura di Assisi, dove visse per 42 anni.

Il monastero delle “Sorelle povere”, già negli ultimi anni dell’agonia di Chiara, era meta di un vero e proprio pellegrinaggio popolare. Il giorno successivo alla morte, al momento dei funerali, il papa stesso, che era presente ad Assisi quei giorni con la sua corte, propose di celebrare l’ufficio delle Vergini e non piuttosto quello dei morti, mostrando in questo modo di considerare Chiara già santa.

Solo nel mese di ottobre il papa promosse la canonizzazione di Chiara affrettando l’avvio del processo di canonizzazione, considerando anche, oltre alla devozione popolare, i numerosi miracoli avvenuti in vita e dopo la sua morte. La santità di questa donna non può prescindere dalla sua grande umanità. Era cresciuta in ambiente familiare, ben inserita nel contesto sociale ed economico di Assisi del 1200: apprese la cultura cortese-cavalleresca dell’epoca e, con la madre e le sorelle, respirò quell’ansia e quell’attenzione alle relazioni umane che caratterizzò tutto la sua vita. Con la madre si recava a portare il pane ai lebbrosi, pregava per loro e per gli abitanti di Assisi. Tutte note caratteristiche che porterà con sé e testimonierà anche nel suo monastero. Perché Chiara è la prima donna nella storia della Chiesa ad aver scritto una Regola per le donne.

Quando lascia la casa paterna per iniziare una vita nuova, era consapevole del fatto che non avrebbe intrapreso la vita religiosa di ordini già esistenti; voleva dare vita a qualcosa di nuovo, mai sperimentato fino ad allora, ma che si andava delineando nel suo cuore e nei suoi passi, giorno dopo giorno. Il percorso di Chiara si è definito nel rapporto d’amore con Dio, attraverso la preghiera costante e l’attenzione nei confronti delle sorelle che la seguivano numerose col passare dei giorni ma anche nei confronti della gente di Assisi e di tutte le persone che è riuscita a raggiungere in vita e anche dopo la sua morte. Chiara venne consacrata a Dio da Francesco, nella chiesetta di Santa Maria della Porziuncola; fu lui a condurla subito al monastero di San Paolo alle Abbadesse. Pur trattandosi del più ricco e importante monastero della zona, Chiara, vi entrò da povera e senza dote, diversamente da tutte le giovani aristocratiche dell’epoca che sceglievano la vita monastica. Questo, con molta probabilità, fu il motivo che scosse i suoi parenti, tanto che si recarono a San Paolo alle Abbadesse per cercare di dissuaderla. Chiara, però, aveva fatto la sua scelta.

Ben presto si rese conto che era troppo poco vivere in povertà personale in una struttura così ricca: cercava una coerenza nella sua vita e nel suo percorso che sentiva appena iniziato. Fu così che abbandonò il monastero di San Paolo alle Abbadesse e si recò presso la comunità di Sant’Angelo in Panso, formata da un gruppo di donne religiose che vivevano alle pendici del monte Subasio. In quel periodo, Chiara venne raggiunta dalla sorella Agnese e anche per quest’ultima si ripeteranno gli episodi di irruzioni anche violente da parte dei parenti per riportarla a casa. Fu proprio l’arrivo della sorella che dette a Chiara una prospettiva diversa del percorso che le chiedeva il Signore. Nonostante i problemi che aveva avuto con i propri familiari, consapevole delle difficoltà a cui sarebbe andata incontro, la donna era sempre intenzionata a calmare quell’inquietudine che ancora si portava dentro.

Sicuramente il periodo trascorso a San Paolo alle Abbadesse e quello a Sant’Angelo in Panso le servirono per conoscere alcune importanti forme di vita religiosa. Chiara decise poi di riavvicinarsi alla città di Assisi e di vivere in una piccola chiesetta, San Damiano. La scelta di questo luogo è significativa poiché là Francesco aveva udito per la prima volta l’invito rivolto dal crocifisso di riparare la Chiesa in rovina. A San Damiano Chiara troverà finalmente pace e tranquillità.






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