Un incendio di colori
La tavola con l’Annunciazione e il Perdono di Assisi
04/04/2016 11:58  

Il capolavoro che illumina di luce e incendia di colori la poverissima chiesa della Porziuncola è senza dubbio la grandiosa tavola di Prete Ilario da Viterbo; dipinta nel 1393 e situata sopra l’altare, raffigura l’Annunciazione e alcune storie del Perdono di Assisi.

Il religioso che firmò l'opera, Ilario Zacchi da Viterbo, fu forse affiancato da aiuti, come sembrerebbe suggerire una certa disomogeneità stilistica tra la scena centrale con l’Annunciazione e quelle laterali.

La tavola di Prete Ilario da Viterbo si presenta massiccia e composta di vari pezzi di legno scuro saldamente collegati tra loro: essa ricopre tutta l'abside della santa cappella, è di forma ogivale, un po' allungata.

Si divide in tre parti essenziali che costituiscono l'organicità unica dell'insieme: una superficie liscia e grande, una fascia esterna e decorativa, una predella di forma rettangolare.

La superficie piana, cioè la tavola propriamente detta, racchiude le varie scene riguardanti l’episodio della tentazione e della visione beatifica, l’annuncio del Perdono, la Vergine Maria e l’Angelo nunziante.

In basso, sotto il dipinto dell'Annunciazione, si legge una lunga iscrizione composta da caratteri gotici in oro: Istam tabulam fecit fieri frater Franciscus de Sa.o Gemino de helemosinisi procuratis. A.D.ni MCCCLXXXXIII. Incepta de mense augusti conpleta de mense nove.bris. In itis partibus durante guerra et caristia. Presbiter Ylarius de Viterbo Pix. (Questa tavola fu fatta realizzare da Frate Francesco da Sangemini, con una raccolta di offerte, nell’anno del Signore 1393. Iniziata nel mese di agosto, fu terminata nel mese di novembre, mentre da queste parti infieriva la guerra e la carestia. La dipinse Prete Ilario da Viterbo).

Nei sei quadretti della predella vengono rappresentare grazie straordinarie concesse dalla Vergine ad alcuni devoti della Porziuncola. Mentre la fascia decorativa è abbellita con figure di santi strettamente legati alla devozione del tempo: s. Antonio abate, s. Girolamo, s. Rocco, s. Agostino, s. Lorenzo, s. Chiara d’Assisi, s. Benedetto, s. Agnese martire. Sotto queste figure di santi, troviamo due piccoli personaggi che, dipinti nel consueto posto e nella solita posizione, rappresentano i due committenti che molto probabilmente sostennero finanziariamente la realizzazione dell'opera.

Per un lunghissimo periodo la pala d’altare fu coperta da un rivestimento protettivo d'argento per evitare che il fumo delle lampade e delle candele ne annerisse la superficie. La pala è stata recentemente sottoposta ad un accurato restauro che ha permesso il recupero degli splendidi colori originali.






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