La testimonianza di San Giovanni Paolo II nella sofferenza
Sulle visite di San Giovanni Paolo II alla Porziuncola, 4 di 4
15/05/2018 08:52  

Terminano oggi i quattro contributi di fr Andrea Dovio sulle visite di due amati santi alla Porziuncola: San Giovanni paolo II e Santa Teresa di Calcutta.

Le date e le occasioni delle successive visite assisane del Papa polacco parlano ancora di pace. Nel 1993 volle particolarmente pregare per la Bosnia-Erzegovina, che viveva un tragico momento di guerra. Nel 1998 volle trascorrere la giornata con i terremotati dell’Umbria: un gesto di compassione e condivisione che voleva parlare della misericordia di Dio. Nel 2002, pochi mesi dopo gli attentati dell’11 settembre, invitò nuovamente ad Assisi i rappresentanti delle diverse confessioni cristiane e religioni per quello che definì un “pellegrinaggio di pace”. In quell’occasione, già duramente provato dalla malattia, il Pontefice entrò nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, ma non riuscì a raggiungere la cappellina della Porziuncola: pregò in ginocchio pochi metri oltre il portale della navata centrale. Anche lui era entrato nella Porziuncola della sofferenza… Nel rivedere le immagini di quel giorno, così diverse dall’incontro del 1986, tornano alla mente le parole con cui papa Benedetto XVI volle condividere un ricordo personale del suo Predecessore, nel corso dell’omelia della Messa di beatificazione, il 1° maggio 2011, Seconda Domenica di Pasqua e Festa della Divina Misericordia:

«L’esempio della sua preghiera mi ha sempre colpito ed edificato: egli si immergeva nell’incontro con Dio, pur in mezzo alle molteplici incombenze del suo ministero. E poi la sua testimonianza nella sofferenza: il Signore lo ha spogliato pian piano di tutto, ma egli è rimasto sempre una “roccia”, come Cristo lo ha voluto. La sua profonda umiltà, radicata nell’intima unione con Cristo, gli ha permesso di continuare a guidare la Chiesa e a dare al mondo un messaggio ancora più eloquente proprio nel tempo in cui le forze fisiche gli venivano meno. Così egli ha realizzato in modo straordinario la vocazione di ogni sacerdote e vescovo: diventare un tutt’uno con quel Gesù, che quotidianamente riceve e offre nella Chiesa».

E san Francesco, vedendo dal cielo l’eroica testimonianza di questo Pontefice, che umile pellegrino era venuto a chiedere il suo aiuto agli inizi del supremo ministero, avrà fatto riecheggiare ancora una volta le parole del Cantico: “Laudato si’, mi’ Signore, per quelli che perdonano per lo tuo amore, e sostengono infirmitate et tribolazione: beati quelli che’l sosterranno in pace, che da Te, Altissimo, saranno incoronati”.

in SANTI ALLA PORZIUNCOLA, di Andrea Dovio dal n. 4/2017 della Rivista Porziuncola




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