I frati minori della Porziuncola e i “depositi di Mendicità”
Evento coi frati della Porziuncola e l’Accademia Properziana del Subasio
12/11/2018 08:30  

Nel pomeriggio di sabato 10 novembre nei locali del santuario di Santa Maria degli Angeli si è svolto un evento che ha portato indietro di due secoli le tante persone convenute. I frati della Porziuncola e l’Accademia Properziana del Subasio hanno infatti organizzato un evento che si è concentrato sui “depositi di Mendicità”, strutture sorte tra il ‘600 e il ‘700 per porre un argine alla crescita esponenziale di mendicanti, poveri e indigenti che affollavano le strade dell’Europa dell’Ancien Régime.

In un primo intervento, Chiara Coletti, professoressa di Storia Moderna all’Università di Perugia e autrice di un recente studio sull’argomento, I depositi di mendicità negli stati romani e la dominazione napoleonica: lavoro forzato e inclusione sociale (L’Harmattan Italia, Torino, 2018), ha introdotto questo argomento cercando di sottolineare le finalità, le difficoltà, gli ostacoli e le idealità che hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo di queste istituzioni fino alla rivoluzione francese. Successivamente, ci si è concentrati sul periodo napoleonico, perché negli anni dell’occupazione francese dello Stato della Chiesa, ogni dipartimento era chiamato ad istituire uno di questi “Dépots de mendicité”, e, per il Dipartimento del Trasimeno, l’odierna Umbria, venne scelto proprio il convento della Porziuncola, dal quale i frati erano stati espulsi con l’arrivo dell’esercito francese.

Nella seconda parte del pomeriggio, la dott.ssa Coletti e fr. Mauro Botti, direttore della Biblioteca Porziuncola, hanno presentato i progetti e i lavori svolti dall’amministrazione napoleonica del dipartimento del Trasimeno per riadattare e trasformare il convento negli anni 1811-14, confrontando le informazioni ritrovate negli archivi napoleonici con la cronaca conventuale dei frati della Porziuncola che hanno vissuto quei momenti. Si è così potuto ascoltare la viva voce dei frati che hanno vissuto lo shock dell’espulsione dal loro convento, l’arresto e la tragedia della fine di un mondo che sembrava inevitabilmente perduto; si sono lette le lettere del direttore del deposito di fronte alla difficoltà sempre maggiori che incontrava e alle mutevoli condizioni economiche e politiche dell’Impero; infine, si è potuto ascoltare dalle parole di fr. Luigi Ferri, il primo frate minore che rientra alla Porziuncola al termine del periodo napoleonico, cosa era rimasto di quel convento e di quelle strutture.

Al termine della presentazione, i due relatori hanno accompagnato i convenuti in una inedita e suggestiva visita ad alcuni luoghi del convento ripercorrendo virtualmente il percorso che i mendicanti percorrevano una volta entrati nel deposito e cercando di ricostruire le varie modifiche vissute dai secolari ambienti conventuali.  




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