Un anno straordinario di Misericordia
Felice concomitanza con il Giubileo del Perdono
14/03/2015 09:44  

I frati minori della Porziuncola hanno accolto con grande entusiasmo, ieri sera, la notizia dell’annuncio dell’Anno Santo straordinario indetto da Papa Francesco per celebrare in tutta la Chiesa un Giubileo della Misericordia.

Due le motivazioni principali della nostra esultanza: la prima è il naturale, se vogliamo necessario, legame che c’è tra la vita cristiana, la vita piena, la vita nella gioia e la Misericordia: in fondo la Misericordia del Padre è fonte di gioia, di giubilo, di tanta sorpresa e stupore quanto inaspettata e gratuita, eppure ricevuta! Per cui non può che scaturirne nuova vita nella gratitudine, nel ringraziamento, nell’eucarestia, nel dono di sé: questa è la prima ed incrollabile grazia che muove a conversione, alla conversione del cuore che rende misericordiosi come il Padre è misericordioso. Ed è una grazia non privilegio di pochi ma donata a tutti indistintamente.

Che sia donata a tutti, il Papa ce lo ha ricordato appena 2 giorni fa nel suo intervento al Corso sul foro interno: “Non dimentichiamolo mai, sia come penitenti che come confessori: non esiste alcun peccato che Dio non possa perdonare! Nessuno! Solo ciò che è sottratto alla divina misericordia non può essere perdonato, come chi si sottrae al sole non può essere illuminato né riscaldato”.

Il secondo motivo di esultanza è strettamente legato al primo, perché la consapevolezza di questo necessario fondamento nella vita di tutti noi ha spinto esattamente 800 anni fa Francesco d’Assisi a chiedere quello che oggi è conosciuto e celebrato in tutto il mondo come il “Perdono di Assisi”.

In seguito alla tentazione del roseto – situato a pochi metri dalla Porziuncola e che da allora si presenta senza spine –, Francesco fu accompagnato da alcuni angeli nella chiesetta e lì, immerso in preghiera, vide sopra l’altare il Cristo e la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Sollecitato a richiedere un dono, Francesco rispose immediatamente “Ti prego che tutti coloro che, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, ottengano ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”. 

“Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore –, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.

Francesco si presentò subito al pontefice Onorio III che dopo averlo ascoltato con attenzione gli chiese: “Francesco, per quanti anni vuoi questa indulgenza?”. Il santo rispose: “Padre Santo, non domando anni, ma anime”. E felice, il 2 agosto 1216, insieme ai Vescovi dell’Umbria, annunciò al popolo convenuto alla Porziuncola: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!”.

Francesco chiese ciò che riteneva essenziale per la vita, l’unico solido fondamento di relazione, di ogni relazione. Per questo il messaggio che da allora parte dalla Porziuncola è “Perdono”: la pace vera e duratura – con Dio, con i fratelli (anche e soprattutto con quelli che si fa fatica ad amare) e con se stessi – ha un solo fondamento: il perdono. E siccome all’uomo ferito dal peccato non è “spontanea” questa via, ecco la necessità di riceverlo, prima, il Perdono di Dio che cura le nostre ferite, conforta i nostri cuori e ci apre la strada alla vita nella misericordia.

All’interno di questo Anno Santo dedicato alla riscoperta della Misericordia (8 dicembre 2015 – 20 novembre 2016) si colloca naturalmente il Giubileo del Perdono che avrà il suo culmine nella celebrazione del Perdono di Assisi, dal mezzogiorno del 1 agosto 2016 all’intera giornata del 2 agosto: in quelle date, come ogni anno, l’Indulgenza della Porziuncola si estende a tutte le parrocchie e alle chiese francescane sparse in tutto il mondo. Questo rispecchia il desiderio profondo di San Francesco che desiderava condividere un tesoro così prezioso.






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