Il buon confessore è un uomo dello Spirito
Vero amico di Gesù Buon Pastore
17/03/2017 15:24  

Ai sacerdoti rinnovo l’invito
a prepararvi con grande cura
al ministero della Confessione,
che è una vera missione sacerdotale

(Papa Francesco, Misericordia et misera, n. 10)

Martedì 14 marzo è cominciato, presso il palazzo della Cancelleria a Roma, il XXVIII Corso sul foro interno organizzato dalla Penitenzieria apostolica: un prezioso momento di formazione a cui hanno partecipato anche alcuni frati della nostra Provincia, attualmente Diaconi e col desiderio di essere – se dovessero ricevere l’Ordinazione presbiterale – buoni amministratori della Misericordia di Dio.

Questi gli interventi di quest’anno:

  1. Eredità e prospettive del Giubileo della Misericordia nella missione pastorale della Chiesa
    Card. Mauro Piacenza
  2. La Penitenzieria Apostolica: un Dicastero al servizio dei confessori e dei penitenti
    S.E. Mons. Krzysztof Nykiel
  3. Il confessore e il sacramento della Riconciliazione. Doveri e diritti dei penitenti
    Mons. Giacomo Incitti
  4. Le censure: identità e prospettive per una corretta pastorale. Irregolarità e impedimenti all'attenzione del confessore e del penitente
    S.E.R. Mons. Juan Ignacio Arrieta
  5. Tipologia di alcuni casi di natura morale che si presentano al confessionale
    P. Ján ?a?ok, SJ
  6. Sacramento della Riconciliazione e direzione spirituale
    Don Paolo Carlotti, SDB
  7. L'Ordo Paenitentiae: aspetti liturgico-pastorali
    S.E.R. Mons. Arthur Roche
  8. Categorie e condizioni particolari di penitenti
    P. Edoardo Brentari, OFMConv
  9. La teoria del gender. Sfide all'antropologia e all'etica cristiana
    P. Maurizio Faggioni, OFM

Confessarsi «non è come andare dallo psicologo, dallo psichiatra, dal sociologo o semplicemente andare da un amico: prima di tutto, la confessione è l’incontro con Cristo», e questo incontro «dipenderà quasi interamente dal sacerdote». Per questo motivo l’arcivescovo Arthur Roche, segretario della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, intervenendo giovedì 16 marzo, più che su singoli casi relativi all’Ordo Paenitentiae, ha puntato a definire innanzitutto il ruolo del buon confessore: di un prete, cioè, che «prenda seriamente il suo sacro dovere e che sia pronto a essere un ponte per giungere alla grazia di Dio, piuttosto che un posto di blocco».

Al corso non sono comunque mancati contributi più “tecnici”, con l’analisi e i suggerimenti pastorali riguardo a casi specifici che si possono presentare al confessore durante la celebrazione del sacramento. La cronaca quotidiana, i fatti che maggiormente scuotono le coscienze attraverso il continuo rimbalzare di notizie e di commenti sui media e in rete (eutanasia, maternità surrogata, adozioni riconosciute alle coppie omosessuali) hanno attraversato anche questi tre giorni di studio e di approfondimento per chi è chiamato, nel confessionale, a essere tramite dell’incontro con la misericordia di Dio.

Questa mattina, durante l’udienza con il Pontefice nell’Aula Paolo VI, i partecipanti al corso potuto ascoltare le parole rivolte a loro, e a tutti i sacerdoti, da Papa Francesco: Il buon confessore è anzitutto “un vero amico di Gesù Buon Pastore” e “un uomo dello Spirito”. Il Pontefice, nel discorso riportato integralmente sul sito del Vaticano, ha voluto approfondire tre aspetti: la preghiera, il discernimento e il confessionale come luogo di evangelizzazione. Il confessore, infatti, “è chiamato quotidianamente e recarsi nelle ‘periferie del male e del peccato’, e per svolgere al meglio tale missione deve operare un profondo discernimento.

Il corso si concluderà questo pomeriggio con la celebrazione penitenziale presieduta dal Santo Padre nella Basilica di San Pietro.

Fonti: L’Osservatore Romano e Sito della Penitenzieria apostolica.






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