Testimoni dell’immensamente bello
Professioni perpetue 2017 alla Porziuncola
17/09/2017 10:11  

Durante la celebrazione eucaristica di ieri pomeriggio, che si è tenuta nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli e presieduta dal Ministro provinciale della Provincia Serafica di San Francesco, quattro confratelli hanno emesso la Professione perpetua dei voti nell’Ordine dei Frati Minori.

Fra Marco Bussi, fra Alessio Mecella, fra Nazareno Romito e fra Gianluca Zuccaro, mossi dallo Spirito Santo, hanno dunque scelto di seguire per sempre il Figlio Gesù Cristo per testimoniare l’amore del Padre sulle orme di Francesco d’Assisi.

Durante la celebrazione, a cui hanno preso parte numerosissimi amici e parenti, il Ministro p. Claudio Durighetto ha tenuto l’omelia di cui riportiamo il testo ed il video, con un montaggio che propone i momenti salienti della Professione.

Carissimi,

siamo qui perché quattro fratelli, fra Marco, fra Alessio, fra Nazareno e fra Gianluca, dopo un lungo e paziente cammino di discernimento e di formazione, oggi si consacrano a Dio per sempre, per amarlo davvero con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze, per amarlo sopra ogni cosa. Fanno questo seguendo le parole e l’esempio di Francesco d’Assisi, il quale ha scelto per sé e per i suoi frati minori la povertà del Figlio di Dio, la sua stessa obbedienza amorosa al Padre, la vita casta del nostro Redentore, che ha voluto sposare la nostra umanità fino a donare la sua vita per tutti e per ciascuno di noi.

Noi avvertiamo che questo momento è di trepidazione e commozione, perché siamo testimoni di qualcosa di veramente grande, di immensamente bello, che ci supera infinitamente, perché – diciamolo – siamo dentro al raggio d’azione dello Spirito Santo. La loro professione farà riecheggiare qualcosa del “per sempre” di Dio, anticipa qualcosa della sua eternità, quando lui sarà tutta la nostra ricchezza, quando non si prenderà né moglie né marito, perché Dio sarà tutto in tutti. Siamo nel raggio d’azione dello Spirito Santo, che ci dischiude il mistero. È lo Spirito Santo che ha ispirato san Francesco; è la grazia dello Spirito Santo che ha illuminato questi fratelli e ha dato loro la forza di lasciare tutto per entrare in un nuovo genere di vita, mossi dal desiderio di non vivere più per se stessi ma per il Signore, e dare la vita per Lui e per i fratelli.

Possiamo dire che oggi diventa più evidente che il regno di Dio, di cui parla Gesù nel Vangelo, è già in mezzo a noi: il regno di Dio è la Signoria di Gesù, è la vita nuova del Vangelo, è l’efficacia nel presente della vittoria pasquale di Cristo.

Nel Vangelo si parla del perdono: anche questo è un segno, un segno davvero grande, del regno di Dio. Di fronte alla mentalità un po’ legalista e calcolatrice di Pietro che chiede quante volte dovrò perdonare, il Signore gli parla, appunto, del regno dei cieli, e della necessità di entrare in una mentalità nuova, quella divina della misericordia. Gesù si trova spesso a contrastare questa giustizia solo umana, che scambia la santità col perfezionismo, che vuol sempre far tornare i conti, e che ci porta ad essere tanto spietati gli uni con gli altri, come il servo della parabola.

Ad esempio, quando nel tempio vede la gente che getta monete. Gesù vi vede, per così dire, un modo commerciale di trattare con Dio. Alcuni si sentono quasi creditori davanti a Dio, e Dio sarebbe perfino in “debito” con loro, perché hanno fatto questo e quest’altro (come la parabola del fariseo e del pubblicano), perché ne gettano molte di monete e pensano di essere meglio degli altri, ma non sono mai entrati nella verità di se stessi e, purtroppo nemmeno in quella di Dio. Altri si sentono eterni “debitori”: hanno paura di Dio e cercano di tenerselo buono, di farselo amico, di comprarselo gettando monete … Gesù invece loda una povera vedova che esce dalla logica commerciale. Infatti lei mette uno spicciolo, che non è né tanto né poco, è tutto quello che ha: semplicemente, si è messa nelle mani di Dio, dimostra di fidarsi di lui, di essere totalmente abbandonata alla sua volontà, di essergli comunque grata per tutto.

Anche il così detto giovane ricco chiede a Gesù: cosa devo fare per avere? Fare per avere … anche qui abbiamo un rapporto contabile, proprio di chi non conosce Dio. Infatti, se ne andò via triste, perché aveva molte ricchezze e … non riusciva a comprendere la convenienza di seguire Gesù.

Nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare … Gesù, solo Gesù ci rivela il vero volto dell’unico e vero Dio: Dio è Padre di misericordia, che ci ha creati per amore, per avere qualcuno su cui riversare le sue benedizioni; e quando noi ci siamo allontanati da lui, è venuto a cercarci, e ci ha donato il Suo Figlio come Salvatore. Egli ha rimesso i nostri peccati e ci acquistati a caro prezzo, col suo Sangue preziosissimo versato sulla Croce. Dalla sua Croce è nata la Chiesa, sua mistica sposa e sacramento universale di salvezza. Nella Chiesa veniamo come pescati dal mare del male e del nonsenso, ci viene annunciata la nostra vera origine e il nostro vero destino, di essere fatti per Dio, a sua immagine e somiglianza, figli suoi e fratelli tra noi.

San Francesco amava definirsi l’araldo del gran re. La sua missione è stata quella di far conoscere il Dio di Gesù Cristo, di far conoscere l’amore di Dio alla sua generazione. Nella predicazione della Chiesa, e anche nella prassi sacramentale del tempo, Dio rischiava di essere sentito lontanissimo, inaccessibile, irraggiungibile … Francesco annuncia che Dio è sì il tre volte santo, ma non così lontano da noi … anzi in Cristo si è fatto nostro fratello. Francesco annuncia che Dio è bontà e misericordia, è perdono e provvidenza, e solo in Lui si può edificare la pace tra gli uomini. Francesco soffriva e piangeva perché questo amore non è amato, non è capito, non è conosciuto. E questa è stata la sua missione nella Chiesa: annunciare il Vangelo cioè la buona novella, portare a tutti la bella notizia che in Gesù Cristo siamo amati gratuitamente. Siamo già stati amati, redenti, salvati … Al tempo di Francesco serpeggiavano anche eresie che propugnavano una Chiesa di puri, di perfetti, di veri poveri, di persone degne di stare davanti a Dio a fronte alta per i propri meriti e, naturalmente, sempre migliori degli altri … come i creditori di cui dicevamo prima. Francesco d’Assisi al contrario è l’uomo riconciliato, prima di tutto con la sua piccolezza e debolezza di peccatore. Sa di essere rinato dalla grazia e dal perdono di Dio e di essere strumento di questo amore. E la sua povertà non vuole dimostrare nulla né tanto meno accusare nessuno, ma è una professione visibile di fede nell’amore provvidente del Padre celeste. Francesco è umile e libero e fratello di tutti. Ama tutti con lo stesso amore compassionevole e misericordioso di Dio.

Cari Marco, Alessio, Nazareno e Gianluca … c’è anche l’altro Gianluca loro compagno di formazione ma che farà la Professione a Cagliari il 30 di questo mese … cari fratelli anche voi avete conosciuto questo amore, anche voi avete fatto esperienza del perdono di Dio, anche voi avete gustato la sua provvidenza. Sia questa la vostra missione, sia questa la vostra testimonianza: fiducia di figli nel Padre celeste e carità e misericordia verso tutti … Abbracciate con Francesco la croce di Cristo, e con la Professione è proprio questo che fate: il legno verticale vi riconduce sempre al Padre nel Figlio per lo Spirito Santo, alla preghiera, alla lode, all’adorazione; quello orizzontale vi insegna ad aprirvi ai vostri fratelli nella carità, nell’accoglienza e nel perdono, con un abbraccio di pace che predilige i piccoli e gli ultimi. Lì, presso la Croce troverete sempre Maria, che vi sarà madre, guida e sostegno. A Lei, infatti, Gesù dice: Donna, ecco tuo figlio!

Carissimi tutti, accogliamo stasera queste primizie del Regno di Dio. Accompagniamo questi fratelli che oggi, mentre diranno il loro sì, si consegnano al Signore. E pure in seguito continuiamo ad accompagnarli con la preghiera, quando questo sì dovranno confermarlo giorno per giorno, anche nella fatica e nella prova. Accogliamo la loro testimonianza e lasciamoci contagiare dalla gioia del regno dei cieli: un cuore nuovo, uno spirito nuovo, una vita nuova come risposta semplice e gioiosa all’Amore che tutti ci ha amati e ci ama, sempre ci accoglie e ci perdona.






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