Il senso della preghiera liturgica
Mons. Viola ad Assisi per l’assemblea diocesana
21/09/2017 12:04  
Intervento sulla “Misericordiae Vultus” di mons. Vittorio Viola durante l’Assemblea diocesana del 2015
Intervento sulla “Misericordiae Vultus” di mons. Vittorio Viola durante l’Assemblea diocesana del 2015

Due momenti importanti quelli che la diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino si appresta a vivere nel prossimo fine settimana con l’assemblea diocesana fissata per sabato 23 settembre dalle ore 9 alle ore 12.30 presso la Domus Pacis e la consegna del Piano pastorale domenica 24 settembre alle ore 17 nella cattedrale di San Rufino.

Il tradizionale appuntamento di confronto dell’assemblea annuale dal titolo: “In spirito e verità, liturgia, preghiera personale, pietà popolare” che vedrà la partecipazione del vescovo di Tortona monsignor Vittorio Viola, per diversi anni custode della Porziuncola, ha una valenza fondamentale perché, dopo la fase sinodale, si apre il triennio della liturgia. Tre anni dedicati alla riscoperta dei riti liturgici a cominciare dalla celebrazione eucaristica domenicale. Il suo valore e significato, la simbologia e i vari momenti della messa saranno al centro del cammino triennale della diocesi per far sì che la comunità possa riscoprirne l’essenza e parteciparvi più attivamente.

“Nel cammino della nostra Chiesa di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino, - spiega il vescovo monsignor Domenico Sorrentino - sullo sfondo di una storia millenaria, e, più vicino a noi, nel solco di un progetto che sta sviluppandosi organicamente, dopo la visita pastorale e il sinodo, dopo i ben sette anni dedicati alla riscoperta della Parola di Dio, è giunto il tempo della liturgia. La Parola di Dio, a cui ci siamo fortemente ispirati negli anni scorsi, non è gettata alle spalle: tutt’altro. Resterà un cardine anche per il triennio liturgico. Ma l’occhio sosterà soprattutto sulla bellezza della preghiera della Chiesa: come comprenderla? Come celebrarla? Come fare in modo che sia ‘vita’ e non si riduca a mero fatto celebrativo? Cinquanta anni fa – continua il vescovo - il Concilio Vaticano II, con la Costituzione Sacrosanctum Concilium, promosse la riforma della liturgia perché essa potesse meglio risplendere nei suoi connotati intimi e fosse meglio praticabile in questo nostro tempo. Recentemente papa Francesco ha sottolineato, per tagliare corto con tentennamenti e perplessità, che ‘la riforma liturgica è irreversibile’. È stata da noi recepita la Sacrosanctum Concilium? Fino a che punto? Che cosa resta da fare? Le indicazioni che ci daremo - aggiunge ancora - non vogliono essere un programma esaustivo. Sostanzialmente, riprenderemo quanto abbiamo stabilito nel Libro del Sinodo, che continua ad essere il nostro punto di riferimento”.






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