Prega per noi peccatori
Novena dell’Immacolata Concezione di Maria - VII
05/12/2017 20:05  

“Prega per noi, peccatori” è il settimo tassello che compone quel mosaico bellissimo che è l’Ave Maria e che stiamo meditando in questa Novena per l’Immacolata alla Porziuncola. “Prega per noi, peccatori” è l’unica richiesta che innalziamo in questa preghiera, unica ma non insufficiente perché sintetizza tutte le richieste che possiamo innalzare a Maria.

Con questa preghiera chiediamo a Maria che interceda, letteralmente che lei faccia “un passo in mezzo”, quel passo che può coprire lo strappo antico tra noi e Dio, la ferita antica che ancora ci preclude la pienezza. Fai un passo solo, Maria, e ci basta, e Cielo e terra si toccheranno ancora per noi. Nell’Ave Maria noi non domandiamo alla Madre le grazie ma domandiamo “la” Grazia: che possa ricongiungersi questo mondo al Signore.

Prega per noi santa Madre di Dio come hai pregato a Cana di Galilea. Lì fu dolcissimo lo sguardo di Maria, pieno di premura e di attenzione: lo sguardo della madre va sempre oltre. Vede prima quando finisce la gioia nelle nostre case e nei nostri cuori … e perciò dice ancora a noi: “fate il Vangelo!”, accogliete, obbedite, incarnate e quindi vivete il Figlio, Parola vivente del Padre!

Possa, la meditazione riportata integralmente nel video che segue, essere per ciascuno la Parola di Misericordia che forse attendiamo o di cui comunque tutti abbiamo bisogno, certi che il peccato commesso, quale che sia, se riconosciuto e consegnato non ha il potere separarci in eterno dall’amore di Cristo!

Gv 2,1-11
Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto - il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua - chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Dalla Vita seconda di Tommaso da Celano, capitolo CL (FF 786)
Circondava di un amore indicibile la Madre di Gesù, perché aveva reso nostro fratello il Signore della maestà. A suo onore cantava lodi particolari, innalzava preghiere, offriva affetti tanti e tali che lingua umana non potrebbe esprimere, Ma ciò che maggiormente riempie di gioia, la costituì Avvocata dell’Ordine e pose sotto le sue ali i figli, che egli stava per lasciare, perché vi trovassero calore e protezione sino alla fine. Orsù, Avvocata dei poveri! Adempi verso di noi il tuo ufficio di Protettrice fino al tempo prestabilito dal Padre.




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