L’Eterno entra nel tempo
Canto dell’Annunzio di Natale
24/12/2017 21:13  

“Siamo al culmine dell’attesa: con i Primi Vespri la Vigilia sconfina nella festa del Natale. Il canto del Martirologio ci ha introdotti nel Tempo di Dio”, ha detto p. Stefano Orsi che ha presieduto i Primi Vespri di questo Natale nella Basilica papale di Santa Maria degli Angeli”.

Proseguendo la meditazione proposta dopo il canto dell’Annunzio di Natale (o Martirologio o Kalenda) riportato integralmente nel video che segue (in allegato il pdf con testo e musica), eseguito da p. Maurizio Verde, p. Stefano ha aggiunto che “Dio, l’Eterno, viene nel nostro tempo per insegnarci a viverlo come vuole Lui. È bello lodare insieme Dio e sentire fiorire dentro di noi tanta bontà. È bello scambiarci gli auguri e dire grazie a tutti coloro che ci edificano con la loro bontà. È bello parlare di pace e di felicità, ma la pace e la felicità sono più fragili di una bolla di sapone, più delicati di un fiocco di neve. La pace e la felicità hanno bisogno di un punto di appoggio fermo e stabile”.

“Noi crediamo – ha proseguito – che il Bene vincerà, che il Giusto vincerà, che il povero erediterà il Regno dei Cieli. Che il mite, il misericordioso e il perseguitato avranno una grande ricompensa nel Regno dei Cieli. Questa sera noi vogliamo rinnovare il nostro atto di fede partendo da Betlemme. Dove possiamo, noi, incontrare il Salvatore nato a Betlemme 2000 anni fa? Il mondo è come una grande grotta, come un’immensa stalla. Il nostro benessere non toglie nulla alla miseria umana: vedi quanta gente muore di fame o è sola, le famiglie lacerate da struggente nostalgia, ai bambini e ai poveri in guerra, ai perseguitati e ai carcerati … questa grande stalla che è il mondo solo Dio può trasformare in una Betlemme di pace”.

“Il miracolo di Betlemme – ha quindi concluso – è tutto qui, fratelli carissimi: una stalla diventa paradiso quando accoglie Dio! E Dio nasce quando la libertà sia fa dialogo, l’umiltà si fa perdono, l’amore si fa servizio. Auguriamoci, allora, una nuova stagione di fraternità, amiamoci, portiamo i pesi gli uni gli altri, abbiamo stima gli uni degli altri, ed il Natale di Gesù ci sboccerà nel cuore come dono gratuito del Padre. Amen”.




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